La crisi in 4 minuti
L’idea, in sé, è molto semplice: c’era bisogno di dare una forma divulgativa a concetti e teorie che ribaltassero il senso comune sulla crisi economica, ridisegnando (metaforicamente e letteralmente) lo scenario secondo un’interpretazione eterodossa rispetto al modello neoliberista.
La crisi in 4 minuti nasce da qui. Dall’esigenza di tornare alla riappropriazione del significato delle parole e al disvelamento, in termini semplici e comprensibili, di dinamiche altrimenti oscure o precluse alla gente comune.
Il format che abbiamo individuato e realizzato va esattamente in questa direzione: un’infografica a mano libera sintetica, dinamica e lineare.
Tutto sommato La crisi in 4 minuti non è altro che la prosecuzione dell’alfabetizzazione politica con nuovi mezzi.
Gli ottimi riscontri in termini di visualizzazioni e di condivisioni sui social network sono, in questo senso, molto più che incoraggianti.
Oppure, niente
La sana istituzione dell’ostracismo
L’occasione è troppo ghiotta. La promessa minacciata da Berlusconi di tornare direttamente a candidarsi premier non può passare inosservata come boutade estiva. Ha provato a rinnovare il suo partito, a parole, ha proposto primarie, nomi e volti nuovi, ha parlato di quarantenni, addirittura. Ha incoronato Angelino Alfano. Poi come al solito si è rimangiato tutto in una notte. Facendo affidamento sull’organo democratico interno al partito che sono i sondaggi (era una battuta, ma ha fatto così davvero) ha dichiarato che deve candidarsi lui direttamente. Ad Alfano non resta che balbettare di ticket con una donna, che poi sarebbe la Brambilla. Ecco, fine del rinnovamento. Continua la lettura →
Il Bene collettivo ed il benessere privato
Un discorso difficile da fare e anche da capire senza farsi travolgere da preconcetti o appartenenze professionali o sociali. Un discorso che con la comunicazione pubblica, politica o istituzionale, apparentemente non c’entra molto ma con il quale invece questa disciplina deve fare i conti una volta per tutte. Parlo del bene pubblico e delle tentazioni egoistiche, del benessere privato contrapposto a quello di una comunità. Per sgomberare il campo dagli equivoci: non esistono servizi gratuiti, ci sono quelli pagati da chi ne usufruisce e quelli pagati da tutta la collettività.
Male che vada ci sono i tecnici
Impossibile non parlare del Movimento 5 stelle e della crisi dei partiti tradizionali. Tutti ne parlano ma nessuno, al momento, ha fatto una constatazione per quanto semplice: ma in passato, nei momenti di crisi dei partiti e della politica, chi ne ha beneficiato? L’antipolitica? Gli antisistema? O movimenti omologhi a quello di Grillo?
È successo che quando la credibilità dei partiti di governo scemava crescevano in termini elettorali i Radicali per esempio, è successo che venisse premiato il partito “nuovo” che era rappresentato da Forza Italia, è successo raramente che crescessero i partiti più estremi. Continua la lettura →





