La crisi in 4 minuti

L’idea, in sé, è molto semplice: c’era bisogno di dare una forma divulgativa a concetti e teorie che ribaltassero il senso comune sulla crisi economica, ridisegnando (metaforicamente e letteralmente) lo scenario secondo un’interpretazione eterodossa rispetto al modello neoliberista.
La crisi in 4 minuti
nasce da qui. Dall’esigenza di tornare alla riappropriazione del significato delle parole e al disvelamento, in termini semplici e comprensibili, di dinamiche altrimenti oscure o precluse alla gente comune.

Il format che abbiamo individuato e realizzato va esattamente in questa direzione: un’infografica a mano libera sintetica, dinamica e lineare.
Tutto sommato La crisi in 4  minuti non è altro che la prosecuzione dell’alfabetizzazione politica con nuovi mezzi.
Gli ottimi riscontri in termini di visualizzazioni e di condivisioni sui social network sono, in questo senso, molto più che incoraggianti.

17 febbraio 2013 by comunicare la politica
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Oppure, niente

Lo scenario è quello, rinnovato ma solito, dello studio di Servizio Pubblico. La domanda a Renzi semplice, quasi banale: A parte l’età, cosa c’è di diverso tra lei e D’Alema? Risposta di Renzi: Lui rappresenta una leadership che ha fallito, c’è bisogno di un ricambio.
Tra le righe, una sintesi perfetta del Renzi-pensiero: oltre il fattore generazionale, nulla. Oltre alla necessità di ricambio anagrafico, nessuna differenza di contenuto. Forse, ma questo lo pensano i maligni, perché i contenuti di Renzi sono labili, quasi volatili, schiacciati sotto il peso della roboante parola d’ordine: “rottamazione”. Continua la lettura →

29 ottobre 2012 by comunicare la politica
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La sana istituzione dell’ostracismo

L’occasione è troppo ghiotta. La promessa minacciata da Berlusconi di tornare direttamente a candidarsi premier non può passare inosservata come boutade estiva. Ha provato a rinnovare il suo partito, a parole, ha proposto primarie, nomi e volti nuovi, ha parlato di quarantenni, addirittura. Ha incoronato Angelino Alfano. Poi come al solito si è rimangiato tutto in una notte. Facendo affidamento sull’organo democratico interno al partito che sono i sondaggi (era una battuta, ma ha fatto così davvero) ha dichiarato che deve candidarsi lui direttamente. Ad Alfano non resta che balbettare di ticket con una donna, che poi sarebbe la Brambilla. Ecco, fine del rinnovamento. Continua la lettura →

13 luglio 2012 by comunicare la politica
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Il Bene collettivo ed il benessere privato

Un discorso difficile da fare e anche da capire senza farsi travolgere da preconcetti o appartenenze professionali o sociali. Un discorso che con la comunicazione pubblica, politica o istituzionale, apparentemente non c’entra molto ma con il quale invece questa disciplina deve fare i conti una volta per tutte. Parlo del bene pubblico e delle tentazioni egoistiche, del benessere privato contrapposto a quello di una comunità. Per sgomberare il campo dagli equivoci: non esistono servizi gratuiti, ci sono quelli pagati da chi ne usufruisce e quelli pagati da tutta la collettività.

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19 giugno 2012 by comunicare la politica
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Male che vada ci sono i tecnici

Impossibile non parlare del Movimento 5 stelle e della crisi dei partiti tradizionali. Tutti ne parlano ma nessuno, al momento, ha fatto una constatazione per quanto semplice: ma in passato, nei momenti di crisi dei partiti e della politica, chi ne ha beneficiato? L’antipolitica? Gli antisistema? O movimenti omologhi a quello di Grillo?

È successo che quando la credibilità dei partiti di governo scemava crescevano in termini elettorali i Radicali per esempio, è successo che venisse premiato il partito “nuovo” che era rappresentato da Forza Italia, è successo raramente che crescessero i partiti più estremi. Continua la lettura →

06 giugno 2012 by comunicare la politica
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